Una messa nel centenario della nascita del Servo di Dio Don Luigi Giussani

Lunedì 21 febbraio, alle 21, nella Basilica di San Magno a Legnano, verrà celebrata una messa nel 17° anniversario della salita al cielo e centenario della nascita del Servo di Dio Don Luigi Giussani e nel 40° Anniversario del Riconoscimento Pontificio della Fraternità di Comunione e Liberazione.

Alla  celebrazione,  che sarà presieduta dal Decano e Prevosto di Legnano  Mons. Angelo Cairati e che quest’anno assume un significato particolare per gli importanti anniversari ricordati, sono state invitate le autorità e i rappresentanti delle istituzioni civili del territorio. Nel rispetto delle norme di sicurezza dettate per la pandemia, la Basilica sarà comunque aperta a tutti coloro che desidereranno partecipare e sarà anche trasmessa in diretta streaming sul canale YouTube della Parrocchia San Magno e su parrocchiasanmagno.it. Il segnale sarà ritrasmesso anche da legnanonews.com.

La Santa Messa sarà celebrata con la seguente intenzione:

«Chiediamo, per l’intercessione della Madonna “di speranza fontana vivace”, di vivere e di testimoniare ogni giorno in prima persona, nella fedeltà totale alla Chiesa, la responsabilità del carisma donato dallo Spirito di Cristo a don Giussani a beneficio di tutto il santo Popolo di Dio e dei fratelli uomini».

Don Luigi Giussani nasce  a Desio (MB) il 15 ottobre 1922. Compiuti gli studi alla Facoltà Teologica di Venegono, nel 1954 inizia a insegnare nelle scuole superiori di Milano, dove dà vita al movimento di Comunione e Liberazione, oggi presente in oltre novanta paesi in tutto il mondo. Muore  a Milano il 22 febbraio 2005.

 

 

Qui l’elenco aggiornato delle celebrazioni. Eccone alcune:
Milano, mons. Mario Delpini, 28 feb.; Roma, card. Angelo De Donatis, 20 feb.; Perugia, card. Gualtiero Bassetti, 21 feb.; Bologna, card. Matteo Zuppi, 22 feb.; Genova, mons. Marco Tasca, 24 feb.; Firenze, card. Giuseppe Betori, 11 feb.; Torino, mons. Cesare Nosiglia, 22 feb.; Venezia, mons. Francesco Moraglia, 18 feb.; Modena, mons. Erio Castellucci, 22 feb.; Palermo, mons. Corrado Lorefice, 23 feb.; Taranto, mons. Filippo Santoro, 22 feb.; Bergamo, mons. Francesco Beschi, 22 feb.; New York, mons. Christope Pierre, 20 feb.; Washington DC, mons. Mario E. Dorsonville, 22 feb; Boston, card. Sean O’Malley, 23 feb.; Mosca, mons. Paolo Pezzi, 25 feb.; Madrid, card. Carlos O. Sierra, 27 feb.; Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa, 11 marzo; Montreal, mons. Christian Lépine, 23 feb.; Denver, mons. Jorge Rodriguez, 22 feb.; Tunisi, mons. Ilario Antoniazzi, 21 feb.; Amsterdam, mons. Johannes Gerardus Maria van Burgsteden, 19 feb.; Karaganda, mons. Adelio Dell’Oro, 6 marzo; Rio de Janeiro, card. Orani Joao Tempesta, 22 feb.; San Paolo, mons. Carlos Lema Garcia, 13 feb.; Bogotà, mons. Luis Rueda Aparicio, 26 feb.; Caracas, mons. Ignazio Ceffalia, 5 mar.; Tokyo, mons. Leo Boccardi, 12 feb.; Londra, mons. John Wilson, 25 feb.; Johannesburg, mons. Buti Thlagale, 19 feb.; Taipei, mons. Thomas Chung Anzu, 19 feb.; Zurigo, mons. Joseph Maria Bonnemain, 20 feb.; Lugano, mons. Valerio Lazzeri, 15 feb.; Vienna, card. Christoph Schonborn, 23 feb; Eichstätt, mons. Gregor Maria Hanke, 30 apr.; Santiago del Cile, mons. Alberto Ortega Martín, 22 feb.; Vilnius, mons. Gintars Linas Grusas, 12 feb.; Toronto, card. Thomas Christopher Collins, 5 marzo; Lisbona, card. Manuel Josè Clemente, 22 feb.; Praga, mons. Tomáš Holub, 27 feb.; Kampala, mons. Luigi Bianco, 19 feb.; Stoccolma, card. Anders Arborelius, 20 feb.; Bahia Blanca, mons. Carlos Azpiroz Costa, 15 feb.; Lussemburgo, card. Jean Claude Hollerich, 5 marzo; Dublino, mons. Diarmuid Martin, 21 feb.; Maputo, mons. Piergiorgio Bertoldi, 20 feb; Città del Messico, card. Carlos Aguiar Retes, 27 feb.; Mauritius, card. Maurice Piat, 13 marzo; Buenos Aires, card. Mario Poli, 18 feb.

 

 

Nel 2015, papa Francesco ha detto: «Sono riconoscente a Don Giussani per varie ragioni. La prima, più personale, è il bene che quest’uomo ha fatto a me e alla mia vita sacerdotale, attraverso la lettura dei suoi libri e dei suoi articoli. L’altra ragione è che il suo pensiero è profondamente umano e giunge fino al più intimo dell’anelito dell’uomo. Voi sapete quanto importante fosse per Don Giussani l’esperienza dell’incontro: incontro non con un’idea, ma con una Persona, con Gesù Cristo. (…) Tutto, nella nostra vita, oggi come al tempo di Gesù, incomincia con un incontro. Un incontro con quest’Uomo, il falegname di Nazaret, un uomo come tutti e allo stesso tempo diverso. (…) Tenete vivo il fuoco della memoria di quel primo incontro e siate liberi! Così, centrati in Cristo e nel Vangelo, voi potete essere braccia, mani, piedi, mente e cuore di una Chiesa “in uscita”» (Udienza al movimento di CL, Piazza San Pietro, 7 marzo 2015).

Nel 2007, Benedetto XVI ricordò don Giussani con queste parole: «Il mio primo pensiero va al vostro fondatore, Mons. Luigi Giussani, al quale mi legano tanti ricordi e che mi era diventato un vero amico. Lo Spirito Santo ha suscitato nella Chiesa, attraverso di lui, un Movimento, il vostro, che testimoniasse la bellezza di essere cristiani in un’epoca in cui andava diffondendosi l’opinione che il cristianesimo fosse qualcosa di faticoso e di opprimente da vivere. Don Giussani s’impegnò allora a ridestare nei giovani l’amore verso Cristo “Via, Verità e Vita”, ripetendo che solo Lui è la strada verso la realizzazione dei desideri più profondi del cuore dell’uomo, e che Cristo non ci salva a dispetto della nostra umanità, ma attraverso di essa» (Udienza al movimento di CL, Piazza San Pietro, 24 marzo 2007).

Nel 2002, Giovanni Paolo II aveva scritto a don Giussani: «Il cristianesimo, prima di essere un insieme di dottrine o una regola per la salvezza, è pertanto l’“avvenimento” di un incontro. È questa l’intuizione e l’esperienza che Ella ha trasmesso in questi anni a tante persone che hanno aderito al movimento. Comunione e Liberazione, più che ad offrire cose nuove, mira a far riscoprire la Tradizione e la storia della Chiesa, per riesprimerla in modi capaci di parlare e di interpellare gli uomini del nostro tempo» (Lettera a don Luigi Giussani, 11 febbraio 2002).

Nel 1977, Paolo VI aveva salutato un gruppo di studenti fiorentini di CL con queste parole: «Siamo molto attenti alla affermazione del vostro programma che andate diffondendo, del vostro stile di vita, dell’adesione giovanile e nuova, rinnovata e rinnovatrice, agli ideali cristiani. Vi benediciamo e con voi benediciamo e salutiamo il vostro fondatore, don Giussani. Siate contenti, siate fedeli, siate forti e siate lieti di portare intorno a voi la testimonianza che la fede cristiana è forte, è lieta, è bella e capace di trasformare davvero nell’amore e con l’amore la società in cui essa si inserisce» (Udienza generale, 28 dicembre 1977).